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I rischi derivanti dall'esposizione alle Diossine e PCB
 

Le PCDD, i PCDF e i PCB sono stati inclusi nella Convenzione di Stoccolma sui POPs, un trattato internazionale che ha come scopo la protezione della salute umana e dell’ambiente dalle sostanze chimiche che rimangono intatte nell’ambiente per lunghi periodi, ad ampia distribuzione geografica e destinate ad accumularsi nel tessuto adiposo dell’uomo e degli animali.

La natura lipofila e l’elevata resistenza alla degradazione, sia chimica che fisica rendono tali molecole ubiquitarie e persistenti nell’ambiente originando fenomeni di bioaccumulo e di biomagnificazione, soprattutto negli animali e nei loro prodotti, raggiungendo concentrazioni potenzialmente rilevanti sul piano tossicologico. La catena alimentare, pertanto, è il veicolo principale di trasporto di tali contaminanti.

Nelle matrici ambientali e alimentari, le diossine e i PCB si ritrovano in forma di miscele complesse e la loro determinazione, in particolare in matrici alimentari, è resa particolarmente complessa in ragione di tre fattori: le basse concentrazioni da ricercare (tipicamente nell’ordine dei pg/g); i numerosi congeneri da determinare; la presenza di sostanze interferenti. L’alta sensibilità e specificità dei protocolli analitici sono, pertanto, requisiti fondamentali per la determinazione di tali sostanze.

Per facilitare la comparazione dei dati analitici e di esposizione, i risultati analitici sono convertiti in equivalenti di tossicità (Toxic Equivalents –TEQ). Questa conversione si basa sull’assunzione che ad ogni congenere è associato un differente fattore di tossicità equivalente (Toxic Equivalent Factor – TEF); tali fattori sono stati stabiliti in rapporto alla 2,3,7,8-TCDD, il congenere più tossico, cui è arbitrariamente assegnato il valore di TEF pari a 1. I valori analitici dei singoli congeneri sono moltiplicati per i corrispondenti TEF e quindi sommati fra loro, fornendo così il valore di TEQ totale di un campione.

L’unità di misura con cui sono attualmente espresse le concentrazioni dei PCDD/F e dei dl-PCB nei prodotti alimentari, nei fluidi e tessuti biologici è quindi il WHO-TEQ (World Health Organization – Toxic Equivalents).

La tossicità dei PCDD/F e dei dl-PCB è funzione della quantità accumulata nell’organismo durante il periodo di vita, definita come “carico corporeo”.

La dose settimanale accettabile (Tolerable Weekly Intake – TWI) è stata fissata al valore di 14 pg WHO-TEQ/kg di peso corporeo (p.c.). Tale valore equivale a una dose giornaliera accettabile (Tolerable Daily Intake TDI) di 2 pg WHO-TEQ/kg p.c. ed è stato stabilito sulla base degli effetti avversi osservati per la 2,3,7,8-TCDD in studi di tossicità effettuati nei roditori.

Più del 90% dell’esposizione umana alle diossine e ai PCB diossina-simili deriva dagli alimenti; circa il 90% dell’assunzione per via alimentare è riconducibile ai prodotti di origine animale. Dato che la contaminazione dei prodotti di origine animale è principalmente riconducibile ai mangimi utilizzati per il loro accrescimento, questi ultimi suscitano preoccupazione in quanto fonti potenziali dei contaminanti in esame.


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